Waste to Chemical

Waste-to-chemical

La transizione energetica verso sistemi di produzione più sostenibili deve passare attraverso una tecnologia innovativa che punti alla riduzione delle emissioni di gas serra e a un migliore sfruttamento delle risorse. In quest’ottica, i rifiuti solidi urbani (RSU), i combustibili solidi secondari (CSS) e i rifiuti plastici non riciclabili possono essere considerati una sorta di nuovo idrocarburo sostenibile, che permette di costruire una nuova chimica. Il nostro approccio "waste-to-chemical" permette di sfruttare questo tipo di rifiuti, altrimenti inceneriti o inviati in discarica, come materia prima per la sintesi di nuovi prodotti, dando così una seconda vita al carbonio e all'idrogeno contenuti in questi scarti. Attraverso una tecnologia di conversione ad alte temperature, effettuata in ambiente ad ossigeno puro, i rifiuti vengono trasformati in un prezioso syngas da utilizzare come elemento costitutivo per la sintesi di una vasta gamma di prodotti chimici riciclati e combustibili a base di carbonio.

La sinergia tra due diversi settori, quello della gestione e dello smaltimento dei rifiuti e quello dell'industria chimica, si traduce in una tecnologia molto promettente, che ben si adatta ai principi dell'economia circolare e che consente di ottenere una riduzione complessiva dell'impatto ambientale elevata, se confrontata con l'approccio tradizionale autonomo dell'incenerimento dei rifiuti e della sintesi convenzionale di sostanze chimiche da materie prime fossili.

Il syngas ottenuto può essere utilizzato per la produzione di carburante sostenibile per la mobilità urbana, ma anche per il trasporto pesante e persino per l'aviazione. Il metanolo, l'etanolo e il jet fuel derivati dai rifiuti favoriranno la decarbonizzazione dei trasporti, responsabili in Europa di oltre un terzo delle emissioni totali. Anche l'idrogeno sostenibile può rappresentare un'alternativa al carburante per auto. L'idrogeno proveniente dai rifiuti è più economico della benzina o del diesel, e può essere anche una valida alternativa alla mobilità elettrica, che sta ancora affrontando il problema dello smaltimento delle batterie a fine vita e del materiale nobile necessario per la loro costruzione, fornito da pochi Stati dove il rispetto dei diritti umani è scarso. L'idrogeno proveniente dai rifiuti può aprire la strada alla mobilità a idrogeno, in attesa che l'elettrolisi alimentata da energie rinnovabili sia in grado di produrre idrogeno a un prezzo competitivo rispetto alle fonti fossili.

La nuova chimica basata su materie prime ottenute da rifiuti piuttosto che da fonti fossili può essere implementata attraverso una tecnologia affidabile, basata su una robusta architettura a livello di impianto, ottimizzata per gestire una materia prima non convenzionale e variabile come i rifiuti. Quest'ultima, grazie al pagamento di una fee, permette di trasformare la materia prima da costo a ricavo, promuovendo così la sostenibilità economica complessiva.

Le tecnologie waste-to-chemical sono gestite da MyRechemical, la nuova controllata di NextChem.